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Quadro macroeconomico

Andamento congiunturale e rischio Paese
La Slovacchia è entrata nell’Unione Monetaria Europea il primo gennaio 2009.

Secondo gli ultimi dati (non ancora ufficiali) pubblicati dall’Istituto Statistico slovacco, nel 2011 il Paese, malgrado la difficile situazione dell’Eurozona, ha registrato una buona crescita economica. Il PIL (che nel 2010 aveva raggiunto una crescita su base annua di ben il 4% a prezzi costanti, 4,5% a prezzi correnti), si e’ attestato al 3,3% nel 2011 (per un ammontare di 69.058,2 milioni di Euro a prezzi correnti), grazie ad un sensibile incremento della produzione industriale e delle esportazioni.
Relativamente alla bilancia commerciale slovacca, nel 2011 si è registrato un surplus commerciale di 2,44 miliardi di Euro: nel periodo considerato, le merci esportate, per un valore di 56,41 miliardi di Euro, sono aumentate del 16,9% rispetto allo stesso periodo del 2010, cosi‘ come le importazioni slovacche, pari a 53,97 miliardi di Euro, sono incrementate del 13,6%.

La produzione industriale ha registrato nel suddetto periodo un aumento su base annua del 6,9% (18,9% nel 2010), in larga parte determinato dall’andamento del settore manufatturiero, in particolare dall’industria automobilistica (17,3%), dalla produzione di macchinari ed attrezzature varie (20,8%), di metalli e strutture in metallo (5,1%), di coke e prodotti petroliferi e derivati (9,9%), di tessili, pelle ed accessori (12,2%).
Di contro, il volume della produzione di apparati elettrici e prodotti ottici è diminuito del 7,7% e quello di prodotti farmaceutici del 3,7%.

Nel 2011, gli investimenti nel settore delle costruzioni, pressoche’ invariati rispetto al 2010, registrano un ammontare complessivo di 5,5 miliardi di Euro circa. Risultano in diminuzione del 2,7% gli investimenti di aziende slovacche, mentre si registra un aumento di ben il 37,2% per gli investimenti esteri nel settore.
Relativamente ai dati degli investimenti di aziende slovacche, si registra una riduzione sia dei livelli produttivi nel comparto delle nuove costruzioni e ristrutturazioni residenziali (-3,3%, valore stimato 4.325 milioni di Euro, quota 81,7% sul totale degli investimenti), sia in quello degli interventi di manutenzione (-5%, valore stimato 898 milioni di Euro, quota 16,9%).

In relazione al mercato del lavoro, invece, l’Istituto Statistico ha rilevato che nel 2011 il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 13,6%, registrando uno dei valori piu’ alti degli ultimi sei anni. Il numero dei disoccupati ammonta a 368.00 unita’ con una diminuzione del 5,4% rispetto al 2010 (n. 389.000).
Nel periodo in riferimento si registra uno stipendio medio nominale mensile pari a 786 Euro, con un aumento del 2,2% annuo. I salari reali per il 2011 sono però diminuiti di circa dell’1% rispetto al 2010.

L’inflazione ha raggiunto il 3,9% su base annua, a causa principalmente dei rincari stabiliti dal Governo per elettricità, carburanti, gas naturale e riscaldamento, benzina, pedaggi autostradali ed aumento dell’aliquota IVA (passata dal 19 al 20% dal 1° gennaio 2011), che hanno finito col gravare sul prezzo finale di tutti i prodotti, alimentari e non. Sensibili rincari sono stati registrati anche per le spese per l’educazione, salute, e servizi vari (trasporti, assicurazioni, ecc.).

Secondo i dati preliminari del Ministero delle Finanze, nel 2011 il deficit  delle finanze pubbliche si e’ attestato a 3,276 miliardi di Euro, pari al 4,8% del PIL, con una diminuzione di 1,2 miliardi (corrispondente al 26%) rispetto al 2010 (quando ha raggiunto il valore di Euro 4,43 miliardi pari al 7,8% del PIL). Le spese sono ammontate a 15,29 miliardi di Euro, (15,34 nel 2010), mentre le entrate sono state pari a circa 12 miliardi di Euro, contro i 10,9 del 2010. Hanno contribuito al risultato finale entrate in crescita del 10% (ammontanti a circa 12 miliardi di Euro) rispetto all’anno precedente, mentre le spese, pari a 15,28 miliardi di Euro, si sono ridotte di appena uno 0,4%. Il debito pubblico totale in Slovacchia ha raggiunto il 43,3% del PIL a fine 2011 (43% nel 2010).
Per il 2012, il Ministero delle Finanze e la Banca Nazionale Slovacca hanno rivisto recentemente le previsioni di crescita, con un aumento del PIL del 2,1%, ed una diminuzione dell’inflazione pari al 2,8%. Per la disoccupazione non si prevedono miglioramenti a breve termine, cosi come per i salari medi, mentre la produzione industriale dovrebbe continuare a crescere. La domanda ed i consumi interni sembrerebbero invece in lieve calo.
Priorita’ del neo Governo (insediatosi lo scorso 4 aprile 2012) e’ il risanamento dei conti pubblici e portare il deficit statale al 3% entro il 2013 (1,2-1,5 miliardi di Euro), prevedendo gia’ per il 2012 una revisione del bilancio approvato dal precedente Governo, con un forte taglio della spesa pubblica (1/3 del totale) ed un incremento della pressione fiscale, con aumenti delle imposte sugli immobili, un aumento della tassazione sugli istituti di credito, sui redditi delle persone fisiche e giuridiche,  una nuova imposta sui beni di lusso, aumenti delle accise sugli alcolici e sigarette. Il deficit del debito pubblico dovrebbe attestarsi intorno al 4,4% del PIL nel 2012.
Resterebbero bloccati a tempo indeterminato le privatizzazioni in programma dal Governo uscente, quali la vendita della societa’ ferroviaria Cargo, dell’aeroporto di Bratislava Stefanik, di quattro impianti di riscaldamento, delle societa’ di trasporto passeggeri bus e del 49% della Slovak telekom, cosi come la possibile privatizzazione degli ospedali (voluta dal precedente Governo e bloccata a causa delle proteste dei medici). Si preannunciano anche una piu’ rigorosa regolamentazione delle assicurazioni sanitarie (secondo pilastro) atta a garantire i fondi pensione privati, incrementi dei prelievi per il primo pilastro pensionistico statale e modifiche al Nuovo Codice del Lavoro entrato in vigore nei mesi scorsi.
Secondo gli ultimi dati del Ministero delle Finanze, nel primo trimestre 2012 il deficit di bilancio dello Stato e’ stato pari a 1,155 miliardi di Euro, superiore di 500 milioni di Euro rispetto al primo trimestre 2011. A fine marzo 2012, le entrate di bilancio, ammontanti a 2,468 miliardi di Euro, sono diminuite su base annua del 10,3%, mentre la spesa pubblica, pari a  3,623 miliardi di Euro, è aumentata del 6,3%. Il Ministero delle Finanze prevede nel 2012 un disavanzo pubblico al 4,4% (inferiore a quello originariamente previsto pari 4,6% del PIL), calcolato sulla base  delle entrate e delle spese statali dei i primi tre mesi del corrente anno, sulla prevista crescita economica e su un miglioramento della disoccupazione e dell’inflazione.

Valutazione paese da parte di OCSE, SACE e delle principali Agenzie internazionali
Categoria di Rischio OCSE: 0/7
Categoria Consensus 1
Condizioni di Assicurabilità SACE
– Rischio Sovrano: apertura senza condizioni
– Rischio Provato: apertura senza condizioni
– Rischio bancario: apertura senza condizioni
Indice di Rischio Paese SACE
– L2 (Basso)
– Outlook: stabile
Valutazione Paese da parte delle principali Agenzie internazionali
L’Agenzia Moody’s ha corretto a febbraio 2012 la valutazione Paese da A1 (stabile) a A2 (outlook negativo). L’agenzia Fitch Ratings ha confermato la valutazione del luglio 2008 ad A+ outlook con prospettiva stabile. L’agenzia Standard & Poor’s (S&P), dall’inizio 2012 ha declassato il rating sovrano della Slovacchia da A+  ad A, mantenendo comunque l’outolook stabile.
Gli analisti delle suddette agenzie concordano sul fatto che il declassamento del rating attuale della Slovacchia rispecchia in ogni caso la situazione a lungo termine nella Zona Euro.

I principali organismi internazionali hanno recentemente rivisto al ribasso le previsioni di crescita della Slovacchia: il Fondo Monetario Internazionale nel febbraio 2012 stima una crescita per il corrente anno dell’1,1%,  Secondo il Fondo, l’inflazione, che ha raggiunto il picco del 3,9% nel 2011, dovrebbe attestarsi al di sotto del 3% per il corrente anno. La disoccupazione dovrebbe attestarsi intorno al 13,5% per il 2012, sempre superiore alla media dell’Eurozona (stimata al 9,8%  per  2012).

La Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo BERS ha recentemente rivisto al ribasso la crescita economica slovacca (all’1,1% per il 2012).